Smart working: vantaggio o svantaggio?

Hai mai sentito parlare di smart working? Il “lavoro agile” è un modo di svolgere l’attività lavorativa fuori dal luogo di lavoro inteso come ufficio.

In questo articolo vediamo nello specifico di cosa si tratta, quali sono sono i vantaggi e gli svantaggi dal punto di vista del dipendente e da quello delle aziende.

COSA E’ LO SMART WORKING?

Lo smart working, spesso lo sentiamo chiamare telelavoro,  non è una mansione ma bensì un modo di svolgere l’attività lavorativa da casa o quanto meno non dall’ufficio.

In Italia non è ancora molto diffuso, alcune aziende si stanno affacciando timidamente a questo nuovo modo di lavorare. Cosa invece di gran lunga più sviluppata nei paesi Europei e Statunitensi.

Il contratto di smart working seppure ha delle caratteristiche che lo riportano ad una lavoro autonomo, quali flessibilità di orario e di luogo,  rimane un contratto di lavoro dipendente. Può essere applicato sia per chi lavora a tempo determinato che tempo indeterminato, sia nella pubblica amministrazione che nel privato.

Lo smart worker ha gli stessi diritti degli altri lavoratori, ovvero quelli che lavorano dall’ufficio con le stesse mansioni, sia come tutela della malattia e degli infortuni, sia come remunerazione.

COME FUNZIONA IL LAVORO DA CASA

Abbiamo detto che lo smart working va a modificare alcuni aspetti della vita lavorativa di un dipendente ma non la mansione.

Analizziamo insieme alcuni aspetti del lavorare da casa:

  • Orari

Per legge l’orario di lavoro deve rispettare i limiti giornalieri e settimanali stabiliti dai contratti collettivi.

Gli orari di uno smart worker sono più flessibili di quelli di un lavoratore dipendente “tradizionale”. Sarà poi ogni specifico contratto a definire gli eventuali limiti di questa flessibilità.

 

  • Diritto di disconnessione : la legge prevede che nei contratti di smart working siano contemplati orari di disconnessione. E’ un elemento che limita la discrezionalità nell’uso del tempo tipica dello smart working, ma in questo caso a protezione del lavoratore.
  • Retribuzione: Uno smart worker viene pagato come qualsiasi altro lavoratore dipendente che fa le stesse mansioni in maniera tradizionale, e cioè presso l’ufficio predisposto dall’azienda.
  • Permessi e malattia: Per quanto riguarda ferie, permessi, malattia e infortuni etc. riceve lo stesso trattamento di un dipendente tradizionale.
  • Tecnologia: La tecnologia svolge un ruolo di prim’ordine nello smart working. Un computer e una connessione internet, oltre alle periferiche eventualmente necessarie allo svolgimento delle sue mansioni, sono necessari. Quello che svolge il ruolo principale però è il  cloud computing, ovvero nuvola informatica dove risiedono tutti i dati utili per il lavoratore e per l’azienda.

RAPPRESENTA DAVVERO UNA OPPORTUNITA’ PER IL LAVORATORE? E PER LE AZIENDE?

Abbiamo avuto modo di capire che sostanzialmente il lavoro non cambia. Cambia la gestione del tempo e degli spazi.

Azienda:

  • riduzione dei costi aziendali per gli spazi da adibire a ufficio;
  • crescita della produttività;
  • riduzione dell’assenteismo;

Dipendente

  • riduzione dei tempi di trasferimento da casa a ufficio;
  • migliore bilanciamento tra i tempi di vita e i tempi di lavoro;
  • aumento della motivazione al lavoro e della soddisfazione lavorativa;

Per non parlare del fatto che anche l’ambiente beneficerebbe dello smart working grazie la riduzione di CO2 e rispettiva diminuzione dell’inquinamento atmosferico.

Tu cosa ne pensi? hai avuto di modo di fare questa esperienza o ti piacerebbe farla? Fammelo sapere nei commenti! 😉

 

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