Quali lauree aiutano a trovare lavoro più facilmente?

Oggi più che mai, è difficile comprendere quale sia il settore migliore per affrontare un percorso di studi universitario. Facoltà un tempo solide, vedono parecchi disoccupati, seppure le aziende denunciano sempre più spesso di non trovare i profili giusti da assumere. Vediamo insieme quali sono le qualifiche più richieste per decidere quale percorso di studi intraprendere.

Cosa studiare per trovare lavoro una volta usciti dall’università: questa domanda colpisce ogni anno tutti gli studenti che, ancor prima di iscriversi all’università, impostano il proprio percorso di studi.

Per rispondere a questa domanda, occorre capire le dinamiche che stanno condizionando il mercato del lavoro e che lo porteranno a cambiare nel corso dei prossimi anni.

COME EVITARE LA DISOCCUPAZIONE DOPO LA LAUREA?


La crisi economica ha investito un po’ tutti i settori e anche facoltà un tempo solide vedono parecchi disoccupati tra i propri laureati.

Nel nostro paese, solo il 22% di coloro che si trovano nella fascia d’età compresa tra i 24 ed i 35 anni sono laureati, e tra questi in tanti hanno pensato che facoltà umanistiche, come lettere e filosofia o giurisprudenza, potessero rappresentare la scelta migliore. Ma i dati parlano chiaro: il mercato del lavoro non cerca laureati in discipline umanistiche, perché ormai saturo di laureati in queste facoltà.

COSA È MEGLIO STUDIARE?

Seguendo un ragionamento fondato sull’avanzamento tecnologico che c’è stato negli ultimi anni, è molto più sensato affrontare un percorso di studi in una facoltà scientifica, come Statistica, Ingegneria, Economia o Chimica farmaceutica.

Tra i titoli di studio con più chance di lavoro ci sono anche i laureati in indirizzo sanitario e paramedico: il laureato in medicina riesce a trovare lavoro solo dopo 5 anni dalla laurea nel 97% dei casi, mentre le imprese denunciano di faticare a trovare figure laureate in ambito linguistico e ingegneristico. Non va meglio la caccia ai matematici

E PER I DIPLOMATI?

Per i diplomati il discorso non cambia di molto. I profili più ricercati, infatti, sono quelli prettamente tecnici, come i diplomati in meccanica, elettronica, costruzioni ed elettrotecnica, ma anche i qualificati specializzati in impianti termoidraulici ad indirizzo elettrico e meccanico.

Il mio consiglio è quello di sondare bene il terreno prima di affrontare una scelta che, nel migliore dei casi, vi terrà sui testi universitari per 3 anni. È bene anche ponderare la possibilità di cercare lavoro all’estero, dove, per noi italiani, è più facile trovare posizioni per il settore alberghiero.

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