i profili professionali più richiesti in Italia: Commerciali e venditori.

profili professionali

Un’indagine sul lavoro svela i dieci profili professionali maggiormente ricercate a livello globale.

Nel nostro Paese mancano soprattutto profili commerciali, ma anche ingegneri e operai.

Disoccupazione frutto di percorsi professionali sbagliati o non più al passo con i tempi? Visti i livelli raggiunti è difficile crederci ma, d’altra parte, è provato che le imprese a livello globale riscontrino una sempre maggiore difficoltà nel reperire sul mercato le profili professionali di cui avrebbero bisogno, a cominciare da commerciali e venditori in grado di supportare l’azienda nello sviluppo competitivo sui mercati internazionali. Una difficoltà che coinvolge anche le aziende del nostro Paese: nonostante l’aumento della disoccupazione abbia facilitato la reperibilità delle figure richieste rispetto al 2012, le competenze necessarie per essere assunti sono più stringenti e difficilmente riscontrate nei candidati, ma si possono sempre acquisire come abbiamo detto in questo articolo dedicato alla categoria.

Dove specializzarsi se si è senza lavoro? In ambito amministrativo e back office, IT, contabilità, finanza e vendite, come rileva l’indagine nella quale sono coinvolte circa 40.000 aziende in 42 paesi.

NON SOLO COMMERCIALI. In classifica ci sono poi ingeneri, autisti e operatori di macchine automatiche. Il decimo posto è invece occupato dai profili che operano in ambito procurement . Motivo è sempre quello di dover ripensare i profili dedicati agli acquisti secondo logiche più moderne e in linea con gli standard globali. Per fare fronte a uno scenario così competitivo, il 44% delle aziende intervistate afferma di agire sulle politiche di gestione HR (formazione, sviluppo del potenziale, rewarding packages) mentre il 22% insiste sui modelli lavorativi: sviluppo di giovani talenti, piani di successione, processi di distribuzione dei carichi di lavoro innovativi. Nel 19% dei casi, invece, ci si affida alle tecniche di talent sourcing che consistono nell’individuare bacini di reclutamento poco sfruttati, incentivare l’attrazione dei giovani talenti e di candidati provenienti da altre geografie, ripensare il diversity recruiting (anziani, donne in primis). Ma se siete giovani e credete di avere un alto potenziale – nonostante non abbiate tutte le competenze necessarie – state speranzosi: le aziende dicono di cercare anche voi.

 

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