Part Time: orizzontale, verticale o misto

Part-time verticale, orizzontale e misto: qual è la differenza?

Sono molte le persone che svolgono attività lavorativa part time, chi per esigenze aziendali, chi per libera scelta.

Non tutti però sanno che i part time non sono tutti uguali, andiamo a vedere insieme in cosa si distinguono.

Per prima cosa parliamo del part time nel suo significato generico, non tenendo conto di alcune differenze di cui ti parlerò in seguito.

COSA E’ IL PART TIME

Il part time è la possibilità di ridurre l’orario di lavoro, si può applicare sia a contratti a tempo determinato che a tempo indeterminato.

Il lavoratore assunto con contratto part time gode degli stessi diritti dei lavoratori assunti con contratto a tempo pieno, in particolare ha diritto:

  • al riposo settimanale;
  • alle ferie;
  • al medesimo salario, chiaramente proporzionalmente diminuito, rispetto ai lavoratori a tempo pieno.

Non si devono infatti creare fenomeni di discriminazione tra lavoratori part time e quelli a tempo pieno.

Part time però, come abbiamo detto, è un modo generico per definire il tempo trascorso nel posto di lavoro, ridotto appunto, rispetto a chi ha un’occupazione full time.

Ci sono diverse tipologie di part time, 3 per l’esattezza, e si distinguono in: Part time orizzontale, verticale, misto.

Ti parlo di ognuno di essi cercando di essere il più esaustiva possibile.

PART TIME ORIZZONTALE

Il part time orizzontale è quello a cui tutti noi ci riferiamo quando diciamo “lavoro mezza giornata”. Lavorare tutta la settimana però a tempo ridotto. Quindi se un orario di lavoro a tempo pieno è di 8 ore in questo caso ne lavoreresti 4.

PART TIME VERTICALE

Nel caso del part time verticale invece l’attività lavorativa si svolge durante il regolare orario di lavoro full time ma soltanto per alcuni giorni alla settimana, al mese o all’anno.

Riepilogando, nel primo caso lavori tutti i giorni della settimana ma con orario ridotto, nel secondo caso svolgi servizio per tutte le ore della giornata, ma non tutta la settimana.

PART TIME MISTO

Ecco qui la terza categoria di part time, il misto. Come dice la parola stessa, è la combinazione dei due part time, forse la forma più flessibile, in quanto consente di svolgere l’attività lavorativa 8 ore al giorno ma non tutti i giorni, alcuni periodi dell’anno, e tutti i giorni, ma solo part time, in altri.

Se è vero che alcune aziende preferiscono assumere a tempo parziale perché ne beneficiano anche a livello fiscale e se è vero che per molti lavoratori è un’esigenza non avere tutta la giornata impegnata, ad esempio studenti o genitori, in altri casi invece si ha la necessità di incrementare le ore lavorate (e quindi lo stipendio).

Se avessi questa necessità potresti, pur non prolungando l’orario di lavoro oltre quello previsto per il lavoratore a tempo pieno, fare degli straordinari. In questo caso ovviamente deve esserci disponibilità da parte dell’azienda.

Detto questo, un ruolo molto importante, lo hanno le clausole di elasticità che altro non sono che dei patti per garantire una maggiore flessibilità all’azienda e consentirle di aumentare l’orario lavorativo o di modificarlo.

Le clausole di elasticità non possono essere espresse nel contratto di lavoro sottoscritto se non sono previste dal CCNL o non sono state concordate con te al momento della firma.

In ogni caso, per incrementare i tuoi guadagni puoi valutare l’idea di un secondo impiego.  Affinchè questo sia possibile entrambe le attività devono essere svolte con un tempo part time rispettando il limite massimo di ore settimanali che un lavoratore può svolgere, pari cioè a 40 ore.

Per questo motivo ti consiglio di comunicare agli eventuali datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui puoi prestare la tua attività, loro infatti devono garantire il rispetto:

  • della durata massima settimanale (o media nel periodo di riferimento) della prestazione;
  • del riposo settimanale (almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni);
  • del riposo giornaliero (11 ore consecutive ogni 24 ore).

Inoltre, cosa altrettanto importante per svolgere il doppio lavoro, è che l’attività svolta dalle due aziende non sia tra loro in concorrenza.

 

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