Lavoro e maternità: Come comportarsi quando si cerca lavoro e si è in attesa di un bambino.

Oggi  ci concentriamo sul lavoro e maternità, un tema molto delicato che sarà certamente utile a tutte quelle donne che desiderano avere un figlio e che al tempo stesso stanno cercando lavoro.

Per una volta la crisi  sembra aver generato una sorta di rivoluzione involontaria, nel mercato del lavoro italiano, infatti, sempre più donne, spinte dalla necessità (licenziamento/cassa integrazione del marito, aumenti del costo della vita..etc) stanno tornando a far parte delle forza lavoro, andando anche a ricoprire quei ruoli che tradizionalmente appartenevano agli uomini ma cosa succede in caso di gravidanza?

Quasi il 9% delle madri italiane che lavorano, dicono di essere state licenziate da un posto di lavoro perché incinte. La prassi, messa fuori legge nel 2012 dal ministro Fornero, imponeva, alle donne, di firmare al momento dell’assunzione una lettera di dimissioni in bianco che veniva fatta scattare, dal datore di lavoro, in caso di gravidanza.

Sicuramente la situazione è migliorata ma il bel paese fa ancora da fanalino di coda e le statistiche parlano chiaro:

In Italia le donne che dopo il primo figlio mantengono il posto di lavoro sono solo il 59%. Una percentuale più bassa rispetto alla maggioranza dei paesi europei: che sale al 63% in Spagna, al 74% in Germania e addirittura all’81% in Svezia.

Quindi  come comportarsi quando si cerca lavoro e si è già in attesa di un bambino?

Abbiamo risposto ad alcune delle vostre domande arrivate alla nostra redazione:

Una donna incinta può trovare lavoro?

Assolutamente si! Una donna incinta non può e non deve essere un peso per le leggi del mercato. Oggi, non ingaggiare una donna, solo perché è incinta, potrebbero diventare una discriminazione. La lavoratrice in gravidanza ha diritto ad essere regolarmente assunta, anche se le mansioni per le quali è stata reclutata potrebbero esserle vietate per non pregiudicare il suo stato di salute. In questo caso è un obbligo del datore di lavoro sostituire le mansioni previste all’inizio con altre diverse.

Bisogna parlare della gravidanza durante i colloqui?

No. La lavoratrice non è in alcun modo tenuta a comunicare lo stato di gravidanza al datore di lavoro, nemmeno quando l’assunzione avvenga con contratto a termine e l’astensione obbligatoria venga a coprire una parte rilevante della durata del contratto.

L’accertamento compiuto dal datore di lavoro relativamente all’eventuale stato di gravidanza costituisce violazione della legge.

Posso essere licenziata durante il periodo di prova?

Sì. La lavoratrice può essere licenziata in caso di esito negativo del periodo di prova ma le motivazione, ovviamente, non possono essere riconducibili allo stato di gravidanza.

Infine, un consiglio che sento di dare a tutte le neo mamme in cerca di lavoro è di utilizzare il periodo della gravidanza per organizzare la ricerca del lavoro, l’arrivo del nascituro porterà dei cambiamenti nella vostra vita, (quali la gestione del tempo, l’ organizzazione familiare etc..) scegliete, perciò, il vostro lavoro tenendo conto anche di queste esigenze.

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