Giovani e Lavoro: L’80% desidera il posto fisso

Un recente studio evidenzia che tra i 18-24enni, l’80% aspira a un impiego pubblico. Una tendenza al ribasso rispetto alle proprie aspirazioni che va combattuta.

Un recente studio della nota società SWG, conferma la tendenza da parte dei giovani italiani, in particolare nella fascia 18-24, a preferire lavori caratterizzati da stabilità più che dall’innovazione o dal dinamismo.

In particolare, lo studio evidenzia un dato generale di preferenza per un lavoro stabile del 67% che deriva da percentuali diverse a seconda delle fasce d’età: 81% tra i 18 e i 24 anni, 63% tra i 25 e i 34, 64% tra i 35 e i 44 e oltre il 70% tra i 45 e i 64 anni. Tra i lavori più ambiti l’impiegato pubblico (28%), l’insegnante (12%), mentre tra quelli meno gettonati: il commerciante o artigiano in proprio (8%), il professionista (avvocato /medico/ commercialista/notaio) (8%), il ricercatore universitario (8%) e il lavoratore di cooperativa sociale educativa (8%).

È perciò chiaro che le preferenze riportate, sono motivate da valutazione individuali di tipo diverso, e che un’analisi di quanto emerge dal sondaggio risulta quanto mai complessa.

In altre parole, la domanda che viene spontaneamente da porsi è se il lavoro sia concepito unicamente come attività indispensabile per guadagnare il necessario per vivere oppure i giovani ricerchino ancora nella professione la soddisfazione delle proprie aspirazioni e anche un modo per aumentare le capacità ed essere maggiormente considerati a livello di sistema sociale.

Probabilmente non è il posto «fisso» che i giovani vogliono: è che il posto fisso, cioè il contratto a tempo indeterminato, è oggi pressochè l’unico che dia qualche speranza per il futuro.

Cioè una prospettiva a lungo termine, la sicurezza di ricevere uno stipendio a fine mese e con quello potercisi costruire una casa e magari anche una famiglia senza dover sempre bussare alla porta di mamma e papà.

Una copertura che preveda anche quei piccoli grandi lussi come le ferie pagate, la malattia, la maternità.

Far tornare nei giovani la fiducia rispetto ai valori del lavoro e alla possibilità di condurre un’esistenza nella quale la propria professione possa costituire un importante elemento di gratificazione personale. appare, quindi, una necessità inderogabile che richiede risposte concrete che coinvolgono attori diversi.

La valorizzazione del “saper fare” come elemento di gratificazione e di acquisizione di fiducia in un giovane, così come lo sviluppo delle attitudini individuali sono elementi importantissimi in questo senso, così come è importante lavorare a un sistema formativo razionalizzato nell’organizzazione e integrato con il sistema socio-economico territoriale, che riesca a orientare in modo efficace le scelte di famiglie e adolescenti verso professioni che consentano di trovare occupazione e quindi stabilità.

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