Generazioni a confronto, stesso lavoro età diverse

Vuoi per l’aumentare dell’età pensionabile, vuoi per il ritardato inserimento del mondo del lavoro , sta di fatto che più generazioni si trovano a condividere lo stesso luogo di lavoro.

Un mix di età che porta con sé valori, esperienze, aspettative e aspirazioni differenti ma anche punti di incontro difficili da percepire.

Un’ era in cui più generazione si trovano a lavorare insieme, nella stessa azienda, condividendo obiettivi comuni che trovano però soluzioni diverse.

Possono convivere punti di vista così diversi tra loro?

Andiamo per gradi, va fatta sicuramente una distinzione che spieghi la differenza tra queste generazioni. Possiamo suddividerle in questo modo:

  • Builders, Over 70. Sono quelli che hanno vissuto la seconda guerra mondiale. Quadrati, disciplinati, lavorano tanto e sodo. Hanno un obiettivo, la stabilità.
  • Baby Boomers, nati tra il 1945 e il 1965, attuale classe dominante del mondo del lavoro è stata la generazioni delle grandi rivoluzioni – culturali,  sessuali ,etc – e ha vissuto il boom economico.
  • Generazione X, nati tra il 1965 e il 1979. Generazione un pò del mezzo, con le radici piantate nel passato ma con una maggiore apertura mentale rispetto ai genitori.
  • Millenials,  nati tra il 1980 e il 2000. Generazione super tecnologica, abituata a comunicare attraverso i social non può fare a meno della tecnologia.
  • Generazione Z, nati tra il 1990 e il 2010.  Prossima forza lavoro, sono molto più svegli e veloci, nati nell’era digitale hanno una capacità di apprendimento molto più elevata della nostra.

Tante realtà diverse , con esperienze e vissuti diversi, come nella vita quotidiana, generano possibili conflitti anche nel campo lavorativo.

Analizziamo le opinioni dei diretti interessati

La redazione di weconomy l ‘anno scorso, ha intervistato 4 persone, ognuna facente parte di una diversa generazione, porgendo loro 4 domande:

  1.  Le differenze generazionali sono qualcosa di rilevante e che percepisci nella vita quotidiana? Se sì, in che termini? Che tipo di impatti, attriti, sfide, sinergie generano?
  2. Nella vita aziendale di oggi quanto contano le differenze generazionali? Generano opportunità? Creano rischi?
  3. Hai iniziato a usare emoji anche nelle email di lavoro :)? In effetti il mondo del lavoro è cambiato, dagli approcci comunicativi, alle motivazioni, ai modi di relazionarsi. Com’era la vita in azienda quando sei entrato? Com’è oggi?
  4. Dietro a una scrivania, sempre in giro per il mondo, in riunione con un robot, all’oblò di un’astronave: come ti immagini al lavoro tra 20 anni? E come saranno le aziende tra 20 anni?

E’ stato per me molto interessante leggere le risposte degli intervistati. La percezione che ho avuto è come sia difficile l’interazione tra le generazione passate e future; le diverse modalità di comunicazione, l’utilizzo della tecnologia, la velocità con cui alcune questioni vengono gestite creano un gap inevitabile.

Ma ho letto anche di una volontà, da tutte le parti di trovare punti di incontro. Il giovane sa che le risposte che cerca le può trovare in rete, ma sa anche che l’esperienza si trasmette solo da chi l’ha vissuta. Il meno giovane sa invece che il mondo va avanti a grande velocità e che l’imparare non ha un’età. Chi ha meno anni può comunque insegnare.

Ho riscontrato come per tutti sia chiara la differenza che c’è nella gestione del tempo. I baby Boomers ricordano come per loro,  era molto più facile dividere la vita lavorativa da quella privata.

Oggi, le nuove generazioni fanno più fatica ad effettuare questa distinzione, l’essere sempre connessi induce a gestire in maniera più consapevole la scissione tra tempo libero e lavoro. Sono più di 3,8 milioni di loro lavora oltre l’orario formale e durante il weekend.

Oggi più che mai, la sfida delle aziende è quella di colmare il gap tra le diverse generazioni. I reparti HR devono costituire un team di lavoro omogeneo, all’insegna della valorizzazione della diversità, dove ogni generazione sia messa nelle condizioni di esprimere al meglio se stessa, il proprio talento e i propri punti di forza.

Per massimizzare l’efficacia della comunicazione sarà quindi necessario creare un dialogo tra le diverse generazioni e favorire gli scambi di conoscenza mediante momenti di formazione istituendo costantemente situazioni di confronto.

Per citare una risposta alla domanda numero 4 da parte di una millenial ” tutto si trasforma e tutti devono sapere fare tutto (o quasi) e le generazioni a venire avranno sempre qualcosa da insegnare (ma soprattutto da imparare!).”

Cosa ne pensi? E’ una situazione in cui ti sei trovato o ti trovi?

Raccontami la tua esperienza o cosa ne pensi nei commenti! 😉

 

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