A.A.A. PROFILI SPECIALIZZATI CERCASI

 Il lavoro c’è mancano i candidati, le imprese italiane sono alla ricerca di nuove figure professionali e tecnici specializzati ma non li trovano. Perchè?

Siamo o non siamo il paese dei cervelli in fuga? Sempre di più i giovani laureati, concluso il loro percorso di studi, decidono di tentare la fortuna fuori dall’ Italia. O semplicemente vanno all’estero per fare esperienza o per imparare la lingua, anche se costretti a fare lavori umili che non richiedono particolari conoscenze. Questo è quello che mi raccontano tutti i giorni e sicuramente è così.

In controtendenza però, specialmente nel nord italia , ci sono aziende che cercano personale e non lo trovano. Cercano figure altamente specializzate che spaziano dal giovane laureato (con competenze specifiche), al tecnico specializzato.

Qualcosa non quadra mi viene da dire. Perché fuggire all’estero quando c’è tutta questa richiesta?
Come mai tutta questa domanda non incontra sufficiente risposta?

A mio parere questo fenomeno nasce dal fatto che, il mondo delle Università italiane e delle scuole professionali, è in ritardo nella formazione rispetto a quanto necessita alle imprese.

Stiamo andando incontro ad una nuova rivoluzione industriale ed i nostri studenti non hanno la preparazione necessaria per entrare nel mondo del lavoro.
Le istituzioni non forniscono gli strumenti necessari per elevare il livello di istruzione. In questo modo, il gap tra le competenze dei lavoratori e quelle richieste dalle aziende è sempre più vasto. Questa grave emergenza formativa fa si che le figure professionali che oggi sono richieste sul mercato, non saranno presenti prima di un paio d’anni. Problema non piccolo se si pensa che, secondo Confindustria, solo nel comparto industriale, da qui al 2021 le imprese avranno bisogno di 272 mila addetti in più da impiegare nei settori chiave della nostra manifattura ( Meccanica, agroalimentare, a chimica, a moda e l’ICT.)

Quali sono le conseguenze a cui andiamo incontro?

Sicuramente per mettere una “toppa”, sono costrette ad andare a cercare queste figure professionali altrove.  Si rivolgono, infatti, ai paesi dell’est come Ucraina o Albania dove è più facile reperire programmatori o ingegneri informatici, oppure in Romania, dove gli operai specializzati non mancano!

Quali sono le figure professionali più ricercate?

Le figure più difficili da reperire sono, nella categoria dei laureati, ingegneri industriali ed  ingegneri gestionali, seguiti da matematici, scienziati e fisici.

Nella categoria dei diplomati, in cima alla graduatoria troviamo diplomati in informatica e telecomunicazioni, seguiti dai diplomati in elettronica – elettrotecnica e meccanica – meccatronica  –  energia.

Questi dati ci portano ad una ulteriore riflessione. È vero che le scuole e le università dovrebbero avere programmi di studi che siano più rispondenti alla richiesta di mercato, ma forse laurearsi o diplomarsi in ciò che ci piace inseguendo i nostri sogni non è più sufficiente. Forse la scelta della scuola o della facoltà universitaria dovrebbe essere orientata verso la disponibilità che il mondo del mercato offre, non tenendo solamente conto dei propri interessi.

Una volta raggiunto il diploma o la laurea richiesta quali sono le nuove skills che bisogna possedere?

Quello che le aziende chiedono ai giovani tra i 25 e 34 anni, neolaureati o neodiplomati, è che possiedano dei requisiti specifici.
Tra le skills più richieste troviamo sicuramente:

  • Flessibilità ed un atteggiamento mentale aperto, perchè, a differenza di anni fà quando le mansioni di un dipendente mutavano forse ogni venti anni, oggi questo arco di tempo si riduce a 3-5 anni al massimo.
  • Intuito, curiosità e intraprendenza, il nuovo tecnico specializzato deve essere proattivo e propositivo non più in attesa di sapere cosa deve fare. Il profilo richiesto deve aver acquisito, sì competenze tecniche, gestionali, professionali e relazionali, come è sempre stato anche per i mestieri già consolidati, ma nell’industria del futuro, ormai sempre più presente, deve essere in grado di gestire i cambiamenti imposti dalla società che viaggia velocemente.
  • Figure ibride, con quel giusto mix di conoscenze tecniche (hard skills) e competenze trasversali (soft skills, puoi vedere un video che ho fatto su questo argomento Cliccando Qui)

Per concludere, è vero che siamo il paese dove la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, resta sempre a livelli record. Ma all’epoca di una nuova rivoluzione industriale, nuove figure professionali stanno nascendo e, augurandoci che la società faccia le mosse giuste per stare al passo, sono certa che presto si apriranno nuovi scenari e nuove opportunità. Anzi, a dirla tutta si sono già aperti; bisogna solo sapersi adattare alla nuova realtà!

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